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La sorpresa più grande? Scoprire che il teatro del Mozambico è comico!». In questo periodo Jacopo Fo trascorre molte ore in compagnia di sette attori, due dei quali provenienti da Maputo, gli altri cinque dai villaggi in provincia di Capo Delgado, nel distretto di Palma. Sono stati selezionati fra oltre 100 attori e sono appena arrivati in Italia per partecipare al corso di 25 giorni alla Libera Università di Alcatraz, sulle colline vicino Perugia. Guidati da un team italiano di attori, videomaker e sceneggiatori prepareranno uno spettacolo che andrà in tournée nei villaggi dell’estremo nord del Mozambico, raggiungendo un pubblico di circa 25.000 persone.

«Lo spettacolo ha già un titolo: Il falso medico  – ci spiega Fo – e sarà una grande scommessa…». Si chiama “Il Teatro Fa Bene” il progetto di teatro e informazione sanitaria per il Mozambico, ideato e sostenuto da Eni Foundation (www.eni.com/enifoundation) con il coordinamento di Jacopo Fo e Bruno Patierno, nato per tentare di far conoscere in modo più approfondito e capillare  possibile i temi della salute ai mozambicani,  con particolare riguardo alla maternità e alla cura dei neonati in un’area geografica in cui, insieme a Eni Foundation, opera anche la Ong Medici con l’Africa Cuamm.

«Siamo partiti da una domanda: cosa fa ridere in Mozambico? – prosegue lo scrittore e regista – Ci pareva impossibile che un popolo acefalo e dalla forte tradizione di lotta come i Macua (che sono la maggioranza etnica) non avessero una tradizione comica, come invece sembravano indicarci gli accademici. E infatti, dopo alcune ricerche, abbiamo iniziato a farci raccontare delle storie dalle popolazioni stesse… come quella che narra di una donna sposata innamorata di un altro uomo e che pur di passare del tempo con lui finge di essere un’infermiera, mentre lui finge di essere un dottore.. Boccaccio! Ho pensato. E così abbiamo scoperto che anche in Mozambico, come in Italia, ci sono molti narratori, e addirittura una figura simile al nostro Arlecchino diffusissima durante le feste popolari».

Tra le origini del teatro mozambicano si ritrova anche il Mapiko, la “danza della maschera”, che ancora oggi, in tutto il Paese, viene danzato spesso, soprattutto in occasione di riti di iniziazione, o la domenica e nei giorni di festa. Anche il Mapiko è comico come la gran parte delle opere teatrali che oggi si rappresentano in quasi tutto il Mozambico, dove il teatro è molto diffuso. «Ecco perché abbiamo scelto proprio il teatro. In questa zona dell’Africa esistono molte compagnie amatoriali che animano le feste e intervengono nelle scuole. Il teatro, la musica e la danza sono le forme d’arte più diffuse e sentite. Certo, all’inizio non è stato semplice, per via della lingua, superare la diffidenza. Poi ad Alcatraz, in mezzo alle foreste, è andata meglio. Tra l’altro ho scoperto delle persone con una forte determinazione, ho toccato con mano una ricchezza umana, un’apertura mentale incredibile…». I sette attori hanno tutti meno di 40 anni e in Mozambico svolgono diverse professioni, dal lavoro di segreteria al commercio. «È stato molto interessante poter dialogare con loro e scoprire che sono un bell’esempio di integrazione, cristiani e musulmani per esempio convivono pacificamente in questi villaggi. All’inizio, quindi, abbiamo attraversato una prima fase di conoscenza. Poi gli attori hanno seguito i laboratori di mio padre Dario, le lezioni di musica e danza e ora lo spettacolo in lingua swahili è pronto».

L’obiettivo? «Avvicinare le popolazioni locali alle strutture sanitarie d’avanguardia realizzate da Eni Foundation, che offrono servizi medici gratuiti, compresa la distribuzione di medicine, due sale operatorie modernamente attrezzate, una casa per le donne prossime al parto e una serie di ambulatori nei villaggi. In questo caso il problema quindi non è la mancanza di mezzi. Parlando con i dottori che lavorano a Palma abbiamo scoperto che l’ostacolo maggiore che si incontra nell’offrire cure è semplicemente la diffidenza verso la medicina occidentale». Lo spettacolo debutterà nei villaggi ad ottobre-novembre. Intanto sul sito internet http://www.ilteatrofabene.it si possono seguire le tappe di questo straordinario viaggio.

(da l’Unità del 14 agosto 2015)

http://www.ilteatrofabene.it

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