Tag

, ,

Facciamo un gioco… Se fosse un libro sarebbe Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald, per la spasmodica ricerca dell’amore attraverso l’ascesa sociale. Se fosse un brano musicale sarebbe Bohemian Rapsody dei Queen, per la capacità di andare a più velocità, mescolando «ballate  e «assoli». Se fosse uno spettacolo teatrale sarebbe un’opera di Shakespeare, per la complessità dei personaggi, sempre pronti a mettersi in discussione. Di quale film si tratta? Chissà quante volte lo avrete fatto questo gioco  da bambini («se fosse un animale sarebbe…»). Stavolta però è più difficile indovinare, soprattutto perché la pellicola di cui vogliamo parlarvi non è ancora uscita nelle sale (ma lo sarà presto, il prossimo 5 novembre con 01 per 250 copie). Ieri sera, intanto, è stato presentato nella Sezione Ufficiale della Festa del Cinema di Roma.

Il regista è l’autore di Lezioni di cioccolato, Una vita tranquilla, la serie Gomorra, dove ha incontrato l’attore protagonista del suo nuovo film: Elio Germano. Il film si intitola Alaska e lui è Claudio Cupellini, che ha scritto la sceneggiatura con Filippo Gravino e Guido Iuculano, «pregando Germano che accettasse la parte del protagonista perché ho scritto pensando a lui», ha spiegato il regista, che invece ha avuto qualche difficoltà in più nella scelta della coprotagonista, Astrid Bergès Frisbey («mi è bastato però incontrarla una volta e mi è stato subito tutto chiaro»).

Ma partiamo dalla storia, una storia d’amore fra due giovani, il cameriere italiano Fausto (Elio Germano) e l’aspirante modella francese Nadine (Astrid Bergès Frisbey), che comincia su un tetto di un albergo a Parigi. Questi due ragazzi non hanno nulla, non hanno radici, possiedono solo un unico grande desiderio che li accomuna, e che forse riguarda tutti noi: essere felici. Certo, poi ciascuno percorre la propria strada nel tentare di raggiungere  questo obiettivo. La via che decide di imboccare la coppia  – in perenne equilibrio precario, come una bilancia in cui quando lui va giù lei sale e viceversa  – è quella della scalata sociale:  entrambi sognano di lasciarsi alle  spalle una vita vissuta ai margini, perché solo così scacceranno dalla testa l’idea di non valere proprio nulla nella vita.

«La storia ha una durata di cinque anni ed è un grande romanzo di formazione per entrambi i personaggi» spiega Cupellini, che nel film s’inventa di tutto (forse anche troppo) per rendere più movimenta possibile questa storia, ambientata nella prima parte a Parigi, nella seconda a Milano. Due, quindi, sono anche le lingue (che entrambi gli attori hanno dovuto imparare, Germano il francese, Frisbey l’italiano). Uno il locale  dal quale prende il titolo il film («ma che allude anche ad un mondo freddo che evoca la corsa all’oro» spiega Cupellini). Attorno a quel locale equivoco ruotano gli altri personaggi, propedeutici alla crescita di Fausto: per esempio Sandro (Valerio Binasco), che forse simboleggia la persona che Fausto sarebbe diventata, o  la bella e ricca Francesca (Elena Radonicich), a sua volta animata  da una grande amore.

«Per me è una storia epica quella raccontata in questo film e forse Fausto non a caso si chiama Fausto, mi ricorda il Faust... – dice Germano –  È un film dove abbiamo corso tanto, in cui c’è una storia d’amore ma anche tanta azione. E il mio personaggio è fresco, vitale. Questo mi piace. È un film fatto di pancia».

I due protagonisti «sono il risultato di tutti gli errori che inevitabilmente commettono – dice Cupellini – , ma anche degli slanci più belli di cui sono capaci. La cosa interessante è che spesso, durante la lavorazione del film, la storia si è arricchita di particolari, dettagli, suggeriti dagli attori stessi». È una storia circolare (come Una vita tranquilla) dove i  ruoli si ribaltano e in cui il continuo perdersi e ritrovarsi non fa che parlarci di un grande amore. «Ci arricchiamo sempre a danno di qualcun altro fino a capire che la vera felicità è dare qualcosa agli altri piuttosto che prendere» aggiunge Germano. E alla fine la felicità arriva, ma in maniera del tutto inaspettata. Le seduzioni del mondo, a quanto pare, non sempre vincono sull’amore.

(l’Unità, 24 ottobre 2015)

Annunci