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Quattro donne della borghesia sono sedute attorno ad un tavolo e giocano a pocker chiacchierando del più e del meno: i figli, il parrucchiere… Cosa vi ricorda? Così, al primo colpo d’occhio, In memoria di una signora amica di Giuseppe Patroni Griffi, andato in scena con la regia di Francesco Saponaro in apertura di stagione del Teatro Mercadante di Napoli, ci riporta alla mente uno spettacolo allestito qualche anno fa: Due partite di Francesca Comencini (tra l’altro proprio in questi giorni in scena all’Ambra Jovinelli di Roma ma con cast e regia del tutto nuovi). Lo spazio temporale è leggermente diverso: anni Cinquanta nel primo caso, anni Sessanta nel secondo. Ma tutto sommato alcuni dei temi principali affrontati restano gli stessi: il conflitto generazionale, l’apatia borghese, le battaglie dei figli…

Il testo di Patroni Griffi è naturalmente anteriore a quello della Comencini, e soprattutto ingloba al suo interno anche altre tematiche: la necessità di partire per Roma e la consapevolezza di restare a Napoli, il passato nostalgico delle madri e il futuro incerto ma pieno di sogni dei figli, la povertà nella Napoli del dopoguerra, le passioni musicali, gli amori, gli incubi del fascismo… Peccato che la scrittura risenta del periodo storico in cui fu scritto (inizio anni sessanta) e forse proprio per questo il testo è poco frequentato in teatro. Era stato portato in scena per la prima volta da Francesco Rosi, nel 1963, a breve distanza dall’uscita del film Le mani sulla città. La scelta, tuttavia, di aver dato il là alla prima stagione da Teatro nazionale è evidentemente il frutto di una scelta ben precisa: rendere omaggio ad un maestro del secondo Novecento come Patroni Graffi. E l’adattamento e la regia di Saponaro riescono nonostante tutto a rendere leggero l’allestimento, costellandolo di belle trovate  e animandolo con un cast di altissimo livello che merita di essere citato: Fulvia Carotenuto (Gennara), Imma Villa (una vibrante Urania e prostituta), Antonella Stefanucci (Margherita e prostituta), Valentina Curatoli (Antonia e prostituta), Edoardo Sorgente (Roberto, figlio di Margherita), Eduardo Scarpetta (Alfredo, amico di Roberto e Pascariello), Tonino Taiuti (straordinario maestro, marito di Gennara), Clio Cipolletta (Pupatella la cameriera e prostituta), Carmine Borrino (Michele, amante di Gennara), Giorgia Coco (Olga, ragazza di Roberto), Giovanni Merano (Un soldato americano), Anna Verde (Ester, moglie di Roberto).

Il ruolo della protagonista è affidato a Mascia Musy, che già in occasioni precedenti si è lasciata dirigere da Saponaro. Qui è Mariella Bagnoli, una signora napoletana che vive sola con il figlio e che cerca in tutti i modi di tirare avanti come può (siamo negli anni 1945-50), affittando la propria camera da letto a ore per esempio, o il suo salotto di casa in cui possono giocare a carte le sue amiche. Ancora una volta una bella prova d’attrice per Mascia Musy, anche se in questo caso si avverte un certo distacco tra la napoletanità delle colleghe attrici e la sua recitazione forse volutamente più “recitata”. In fondo Mariella stessa in questa commedia è attrice, dunque una recita nella recita. Lei e le altre donne di questa commedia (con le belle scene di Lino Fiorito e le musiche originali di Mariano Bellopede) forse vogliono dirci che Napoli ancora oggi è una città che suscita tanta rabbia e amore insieme (dopo Napoli lo spettacolo sarà al Franco Parenti di Milano, dal 17 al 22 novembre).

(l’Unità, 9 novembre 2015)

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