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«Ora che le mie bimbe sono più grandi posso finalmente tornare a teatro… avevo così tanta voglia di farlo! È pazzesco quello che si prova quando si sale sul palcoscenico. Ero assente dai teatri da ben 12 anni, da quando feci Closer con Giancarlo Tognazzi. E poi, diciamo la verità, il teatro mi ha portato fortuna». Eh si, perché proprio in un teatro è avvenuto il primo incontro fra Claudia Gerini e Carlo Verdone, che l’ha scoperta e lanciata sul grande schermo con Viaggi di nozze. E chissà se il regista e attore romano tornerà a vederla in Storie di Claudia, scritto dalla stessa Gerini con Giampiero Solari, che firma anche la regia, Paola Galassi e Michela Andreozzi (da oggi a domenica al Teatro Il Celebrazioni di Bologna e dal 26 dicembre al 17 gennaio al Teatro Quirino di Roma, dove sarà in compagnia del pubblico perfino la notte di Capodanno).

Claudia, come andò quel tuo primo incontro con Verdone?

«Benissimo, è da lì che ha preso il via la mia carriera. Carlo venne a vedermi al Teatro Colosseo. Recitavo nella saletta «off» in Angelo e Beatrice di Francesco Apolloni, spettacolo ispirato alla storia di Adriana Faranda, una storia di lotta armata. Carlo venne a trovarmi in camerino, mi salutò e mi propose di fare il provino per Viaggi di nozze. Che andò molto bene. E da lì cominciò tutto».

E sul set è stato subito feeling?

«Be’, lavorare con Verdone è molto stimolante… Pensa che prima di conoscerlo io studiavo tutti i suoi film, lo imitavo, conoscevo a memoria le sue battute. Facevo parte di un gruppo di amici “verdoniani” che studiavano le sue movenze, l’ho tanto amato e quando ho iniziato a lavorare con lui ho avuto la conferma di avere di fronte un grande artista. Grazie a lui mi sono scoperta attrice comica e brillante. Chimicamente siamo una coppia. Siamo Jessica e Ivano. Non sono Claudia che fa da spalla a Carlo, non lo sono mai stata. E tutto è accaduto con grande naturalezza».

Tornerete a lavorare insieme?

«Sicuramente. Arriverà anche il quarto film…  Intanto, da marzo uscirà il film di Luca Lucini, Nemiche per la pelle, con Margherita Buy. Trovo che Margherita sia un’attrice fantastica, siamo anche diventate amiche. Siamo diverse, ma abbiamo anche qualcosa in comune, per esempio Carlo Verdone».

Nella tua carriera c’è anche tanta musica e, forse, lo zampino del tuo compagno, Federico Zampaglione (fondatore dei Tiromancino): è stato lui a tirare fuori la tua anima musicale?

«No, in realtà la musica è parte della mia vita sin da quando avevo 12 anni. Quando feci Sono pazzo di Iris Blond, il film di Verdone in cui cantavo, era il 1997 e io e Federico acora non ci conoscevamo. Lui mi ha fatto amare molta musica, mi ha fatto crescere e lavorare anche insieme è stato moto interessante. Ma la musica ha sempre fatto parte della mia vita».

E anche in questo nuovo spettacolo, «Storie di Claudia», ci sarà molta musica. Non solo, perché a quanto pare ti vedremo cantare, ballare, recitare…

«Sì le musiche dello spettacolo sono molto belle e sono state curate da Leonardo de Amicis. Io canterò cose molto diverse: I fall over again; Chica chica boom e Tico Tico di Carmen Miranda, Please dont’go…. Nello spettacolo, è vero, faccio un po’ di tutto, intrecciando balli e canti, è quello che volevo fare da tempo. Questo spettacolo era nella mia testa da molto».

Quanto c’è di Claudia Gerini in questo lavoro?

«È sicuramente uno spettacolo che mi rappresenta, ma non è una autobiografia. Parte da un presupposto romanzato, che ci racconta della piccola Claudia, una ragazzina curiosa, e della signorina Maria, ormai centenaria, che abita nel suo stesso palazzo e che rievoca tutto il Novecento attraverso una serie di personaggi. Grazie  ai racconti e alle storie della signorina Maria, Claudia  conosce donne incredibili, artiste famose e complicate,  cresce e diventa grande. Diventa a sua volta un’artista famosa e una mamma affettuosa, che porta con sé il desiderio di raccontare e trasmettere  l’amore e la passione per la vita e per il mondo dello spettacolo, così come la signorina Maria ha fatto con lei. Dunque davanti ai noi nostri occhi, come un baule pieno di cimeli, vengono rievocate grandi donne come Carmen Miranda, Marlene Dietrich, Monica Vitti…»

Queste donne sono state per te dei punti di riferimento?

«Si, sono donne che mi hanno ispirato e che qui vengono evocate con leggerezza. Trovo che sia uno spettacolo poetico e divertente».

È la prima volta, tra l’altro, che ti cimenti con la scrittura. Come è andata questa nuova esperienza?

«In effetti è la prima volta che mi trovo a scrivere un testo. All’inizio mi sembrava una cosa difficilissima. Ma volevo confrontarmi con un testo che mi rappresentasse. Poi ho scavato nel profondo del mio animo e non avendolo trovato me lo sono inventato. L’ho scritto anche mentre recitavo, nel senso che queste prime repliche (Avezzano, Pescara, Ancona) sono state un po’ delle prove, delle verifiche prima del debutto romano il prossimo 26 dicembre. Chiaramente abbiamo buttato giù il copione, ma poi la scrittura è cresciuta sul palcoscenico».

Bene, ora non ti manca proprio nulla. Dopo il teatro e il film di Lucini cosa altro dobbiamo aspettarci?

«Ah non so, sicuramente avrò l’estate impegnata. Vedremo».

(l’Unità, 18 dicembre 2015)

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