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Su una cosa siamo d’accordo con Luca Barbareschi, direttore ormai da un paio di anni del Teatro Eliseo di Roma, e vogliamo dirla subito, con chiarezza: «chiudere l’Eliseo è una coltellata, mortale, alla cultura e a Roma», per usare le sue parole. Diremo di più, i teatri (e in generale gli spazi culturali) bisogna aprirli e poi tenerli in vita e poi difenderli con le unghie e con i denti. Pensiamo al Valle, all’Orologio, al Rialto, alla Scuola di musica di Testaccio, tanto per citare solo i luoghi romani “sotto attacco”. Ma, con la stessa schiettezza, diciamo: non prendiamoci in giro. La conferenza stampa organizzata in fretta e furia ieri da Luca Barbareschi è stata una grande pagliacciata. Uno show. E pure di cattivo gusto. Perché sparare a zero contro tutto e tutti? Eh già, perché il direttore Barbareschi non ha risparmiato proprio nessuno: dai «pullman del Piccolo di Milano» agli «articoli falsi» di autorevoli colleghi della stampa quotidiana, da Mariangela Melato (neppure i morti ha lasciato in pace…) ai teatri che «non sanno di non avere le uscite di sicurezza». Tutto questo perché, ci chiediamo? Era davvero necessario? Non sarebbe stato sufficiente riunire la stampa e dire: cari giornalisti, con l’annullamento dell’emendamento Astorre del Milleproroghe, che avrebbe garantito all’Eliseo 4 milioni di euro, il teatro può andare avanti solo fino a maggio, per questo chiediamo aiuto al ministro Franceschini. Che poi la notizia è questa: l’Eliseo rischia la chiusura. Drammatico anche perché se c’è un cosa che non si può rimproverare a Barbereschi è la passione e la determinazione con cui ha affrontato questa avventura (anche con ottimi risultati, non gli si può negare). Ma, anche stavolta, bisogna essere sinceri fino in fondo. È vero o no che l’Eliseo è un teatro privato gestito da un privato? Dunque perché dovrebbe avere quei 4 milioni “ad personam”? È vero o no che l’Eliseo è stato classificato dal Mibact come Tric (Teatro di interesse culturale) mentre era ancora chiuso e che ha già avuto molto dallo Stato? Il Ministero ha ricordato, ieri in una nota, che al Teatro Eliseo sono andati oltre 1,2 milioni di euro in due anni: nel 2015 481.151 euro, nel 2016 514.831 più 250.000 euro per il progetto speciale Generazioni, risorse che nel 2017 – si legge – «potranno ulteriormente essere incrementate». Ecco, pensiamoci. (l’Unità, 16 marzo 2017)

 

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